BerroAnnotazioni/Tomo3/Libro2/Cap14

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Cap. 14 Morte di un de Nostri da considerare

Io dissi, e scrissi di sopra che dovendo io una volta conferire un negotio al N.V.P. Fondatore e Generale, mentre havevo la sopra intendenza della casa nostra di S. Pantaleo di Roma, andai da lui in tempo di riposo per la casa, ma il santo nostro vecchio, ancorché fosse sopra il suo pagliarizzo, faceva però oratione, e lo trovai assai afflitto, e meco proruppe in queste parole: Il P. N. in Genova, et il P. N. in Napoli mi distrugono la Religione con dare la berretta alli Fr.lli Operarii.

Io replicai come ho scritto, e perchè vedevo che più si affligeva, tacqui e referii quello per il che ero andato da S.P. e mi partii anche io assai disgustato, per la preditione dettami.

Hor qui per prima assicurando tutti che li detti due Padri dal N.V.P. Fondatore e Generale nominatimi non havevan fine se non buono, e pensiero di maggior bene per la Religione, ed anche per maggior gloria di S.D.M. ed utile del nostro Prossimo, poiché per quella si sono affaticati eggregiamente sino alla morte, e vissuti sempre con gran splendore di ogni religiosa e perfetta virtù, con tutto ciò parmi che nella loro morte habbi il Sommo Dio dimostrato, che non facessero bene, e che non essi, ma il detto N.V.P. Gioseppe era stato eletto per Direttore della Religione come ne era stato Fondatore, e di questa opinione sono stati anche altri de' nostri e forastieri ancora.

La verità è che il fondamento della distrutione della nostra povera Religione come comparisce nel Breve di Papa Innocenzo X furono le dissensioni e queste assolutamente nacquero per la berretta data a nostri fr.lli Operarli, perchè questi non si quietarono con la berretta, ma per mezzo di favori di potentati volsero essere ordinati etiam sacerdoti et havere il luogo sopra li veri clerici e sacerdoti, come se del pari fossero stati nel vestirsi, e professarsi.

In oltre (parlando qui di quel Padre che stava in Napoli in quel tempo che meco si condoleva il N.V.P. Fondatore di queste berrette) doppo che la sacra Visita Apostolica decretò che il Breve ottenuto dal Sommo Pontefice non suffragasse, e che fossero sospesi li ordinati per prima, e che più non se ne ordinasse, questo Padre dico, presi-stendo nel suo pensiero, tornò a favorire li detti Operarii in tanto che sotto pretesto di haver profesato prima di 21 anno furono nova-mente amessi agli Ordini, e si ordinarono alcuni ignorantissimi, che quando professarono non conoscevano le lettere della Santa Croce. Credimi lettore che non è essageratione, ma pura e certissima verità, e di questo ne fu causa il M.R.P. Torquato de Cupis Giesuita che all'essame concessoli li approvò tutti.

Si amalo questo nostro Padre fautore di questi laici d'una infermità non so come chiamarla, era grave, ma esso non la stimava tale, né si stimò mai mortale per detta infermità. Dette in una discenteria tanto grande, e li durò tanti giorni, che è incredibile, poiché essendo di sua natura assiutto era regulatissimo e parchissimo, e deditissimo alle penitenze corporali per essere huomo di molta mortificatione.

Era tale la evacuatione che più volte il giorno bisognava mutarlo, perchè ogni cosa si faceva sotto, con gran sentimento e mortificatione sua (perchè era di natura pulitissimo) e nostra, perchè non potevamo capire dove li fosse venuta una tale infermità.

Hebbe tutti li SS.i Sacramenti, et con grandissimi segni di perfetto Religioso alla presenza di tutti noi nelle braccia del N.V.P. Fondatore rese la sua benedetta anima a Dio, che per suo maggior merito eterno li mandò tale infermità, come anche per nostro documento ricordandoci in detto N.P. che non dobbiamo Plus sapere, quam oportet sapere, ma riverire le ordinationi di chi S.D.M. ci ha dati per guida e Fondatore.

Notas